Nuovo racconto: “Quasi quasi scrivo una distopia anch’io”

Spazinclusi

Un futuro opprimente, nel quale il go-go-go-governo controlla la vita dei cittadini attraverso droghe calibrate. Divieti, paura, controlli di polizia. Un po’ di tutto, tranne la democrazia.

Una storia già sentita? Forse. Ma funziona sempre. Ecco perché, quasi quasi, scrivo una distopia anch’io…

Il racconto è stato pubblicato su Spazinclusi.

A quel punto la signora con l’abito a fiori, che si trovava a breve distanza, si toccò la tempia. La copertura olografica svanì e, accanto al passeggino, apparve un operativo delle forze speciali. La scritta “Polizia” si muoveva fluida sulla divisa nera. Puntò il fucile d’assalto, un Heckler & Kock con munizioni caseless, prive di bossolo, alla nuca dell’uomo. Anche i due signori anziani si toccarono la tempia, e lo stesso fecero i bambini sul marciapiede. Scomparsa la copertura olografica, davanti al portone comparve un’intera squadra di intervento tattico