Astarte e il carico di zafferano

Spazinclusi

Come Autore aggiunto del collettivo Spazinclusi, ho pubblicato sul loro portale questo nuovo racconto con un protagonista già noto, Astarte (qui il primo racconto che lo vede protagonista), che si muove per la Babilonia prediluviana, sempre in mezzo ai guai.

Novemila anni prima della nascita di Cristo, centinaia di migliaia di persone lasciarono i loro villaggi e si raccolsero a Babilonia. Pastori, contadini, e pescatori, illusi dalle promesse di una nuova economia fondata sul baratto, affollarono la prima metropoli della storia. Una città che, appena sorta, era già morente. I suoi vicoli, dopo il tramonto, brulicavano di prostitute e rapinatori, e le merci più richieste erano alcolici e armi di ossidiana.

Senza la ruota né la scrittura, privi di qualunque forma di organizzazione sociale, gli abitanti di Babilonia non potevano sapere che il Mar Nero, da lì a pochi anni, incalzato da piogge incessanti e dai frequenti terremoti, avrebbe sommerso la loro civiltà cancellandone per sempre il ricordo. Non lo sapevano, ma forse, anche se lo avessero saputo, nulla sarebbe cambiato.

Il racconto è stato pubblicato nel 2021 su Spazinclusi.

Astarte2

Illustrazione di Francesca Galli.

Lo vedete quel palazzo laggiù, ai bordi della città vecchia? Quello è l’Empureo. La costruzione più possente e impenetrabile di Babilonia. L’ha costruita il padre di Astarte, lui sì che era una brava persona, eravamo grandi amici io e lui; magari non grandissimi amici; l’ho incontrato un paio di volte, da lontano, ma comunque era un uomo eccezionale. Nel palazzo ora abitano i fratelli di Astarte, gente da cui è meglio stare alla larga. Quella notte, giù al fiume, vidi uno di loro, Mikail. Stava in piedi sulla riva e impugnava la sua spada di rame. Sì, avete capito bene, una spada intera, tutta di rame